


SAN GIULIANO il primo dei nostri inediti

San Giuliano. Tra i nostri inediti, il primo parla CON IRONIA della necessità di insegnare fin da piccoli ai bambini che per avere successo nella vita non serve solo studiare, ma a volte bisogna imparare a pregare il santo giusto.
Questa canzone si propone come una critica alla società contemporanea, la quale, in larga parte, sembra credere che il successo nella vita non dipenda tanto dallo studio, quanto piuttosto dal “pregare il santo giusto”. In altre parole, mette in evidenza come le relazioni politiche e le connessioni influenti possano avere un peso maggiore dell’impegno personale e del merito accademico.
SOGNO CUBANO inedito vincitore del Festival Suono Ribelle di Radio Elle

Sogno Cubano. Una donna benestante, non più giovane, si innamora di un ballerino durante una vacanza a Cuba. Lo porta in Italia, gli offre una vita agiata e gli apre una scuola di ballo, investendo nel loro futuro insieme.
Scopre, però, che il ballerino è da sempre legato ad un altro.
Il suo sogno è in frantumi, ma la donna lo ama ancora e si interroga su cosa le impedisce di andare avanti:
…è il suo amore per il ballerino
oppure
…è la paura di essere meno bella e desiderabile di quando era giovane?
SEZIONE AUREA inedito INSERITO NELL’ALBO D’ORO del CANTAGIRO

Il nostro brano inedito Sezione Aurea racconta un amore profondo e misterioso, che sfugge alla logica e alle parole. Il numero 1,61803…, noto come rapporto o sezione aurea, diventa nella canzone il simbolo della connessione speciale che unisce i due protagonisti.
Questo rapporto ricorre ovunque: nelle conchiglie, nelle spirali, nei fiori, nelle onde, nel cosmo. Ha ispirato capolavori dell’arte e dell’architettura, dalla Monna Lisa al Partenone. Nel brano, la proporzione aurea diventa la metafora di un legame irrazionale e perfetto, un equilibrio armonioso tra due persone diverse che insieme trovano la loro giusta misura.
Sezione Aurea è un invito ad abbandonarsi, a lasciare da parte la ragione e ad accogliere la bellezza e l’intensità di un amore che trascende la comprensione. Una magia impossibile da spiegare: si può solo vivere e amare.
AMARA Inedito scritto dalla Cantante

“Amara” è un insieme di sensazioni che attraversano la vita come una presenza che si fa spazio pian piano: a volte leggere, quasi impercettibili, altre volte così intense da sembrare insormontabili.
Quando arriva sembra prendersi tutto: il respiro, i pensieri, lo spazio intorno.
La canzone racconta l’incontro con questa presenza sottile e il modo in cui, senza accorgersene, si impara ad ascoltarla, a darle voce e a lasciarle spazio mentre tutto sembra fuori controllo e ci si riempie di sensi di colpa.
Ma racconta anche il passaggio opposto: quello in cui si cambia sguardo, si smette di temerla e si impara, passo dopo passo, a comprenderla e a lasciarla esistere senza combatterla.
Ed è proprio lì che, in questo equilibrio fragile tra ascolto e distanza, qualcosa si trasforma: ciò che sembrava immenso si ridimensiona, ciò che faceva paura perde forza e lentamente si dissolve.
Perché anche nei momenti in cui tutto appare insormontabile, esiste un modo per non perdersi: spostare lo sguardo, cambiare prospettiva e ritrovare, passo dopo passo, il proprio respiro e la propria libertà.
Questo è il momento in cui si torna a vivere, anche con un filo di paura, restando abbastanza per vedere la tempesta passare..
VOLEVO SOLO STARE BENE

La canzone racconta la storia di una persona intrappolata nella dipendenza da sostanze e del suo dialogo (sterile) con le istituzioni.
Il provocatorio rivolgersi a “prete, dottore, agente, medico, professore”, rappresenta un’accorata richiesta di comprensione e di aiuto. La persona è consapevole della dannosità della sua dipendenza, ma si sente impotente di fronte alla sofferenza della vita, chiedendo: “cosa me lo dici a fare, lo so, non mi conviene, ma io, volevo solo stare bene”.
La canzone critica la società che, con il suo giudizio e la sua morale, non offre alternative concrete per affrontare le cause profonde della dipendenza. La persona, in un momento di lucidità, si rivolge ai rappresentanti del potere, “manto nero e càmice bianco” (prete e dottore), con una frase che esprime dolore e rassegnazione: “so che dovrei smettere, ma la vita fa più male”.
La domanda “che alternative mi proponi?” pone un interrogativo cruciale: come possiamo realmente aiutare chi soffre, invece di puntare il dito e condannare? La canzone è un invito alla riflessione su un tema complesso, mostrando la fragilità umana di fronte alla dipendenza e alla ricerca di un senso di appartenenza alla società consumistica (“volevo essere come gli altri, con la macchina grande”).
A breve su Spotify
Ecco i titoli degli altri inediti che stiamo preparando per voi:
Sognami
Il tarlo
Far finta di volerti bene
Siamo bosco
INTERVISTA su RadioElle Lunigiana
Se volete potere visualizzare la nostra intervista anche sul canale YouTube di radioelle dove parliamo di noi sempre in modo ironico
e del nuovo inedito che presenteremo alla Finale band del Cantagiro a Roma il 16 novembre prossimo.
Un ringraziamento speciale a Giovanna e Stefano che ci hanno accolto in un modo speciale come solo loro sanno fare
e ovviamente a Carlo, il tecnico.
INTERVISTA su èlite music web zine
Se avete voglia di scoprire qualcosa in più su di noi e su come è nato l’inedito San Giuliano, leggete la nostra intervista pubblicata su èlite music web zine
INTERVISTA su Radio Roberto
Ascolta la nostra intervista



